JARBE MATE 2

JARBE MATE 2

Esplorando le cartelle cliniche delle internate di S.Osvaldo
con TIZIANA NOVELLO

Giovedì 24 OTTOBRE 

alle 20:45

“Le storie che vi racconteremo sono solo una piccola parte di quanto ho raccolto negli ultimi anni. Nel corso della mia ricerca storica ho visionato migliaia di cartelle cliniche di donne ricoverate fra il 1 aprile 1904 e il 1949.

I vincoli posti dalla legge sulla privacy non consentono di utilizzare a fini storici dati sensibili che abbiano meno di 70 anni. Inizialmente mi sono accostata a questi documenti per curiosità, volevo sapere di più sulle persone che in quel luogo sono state ricoverate ma fin dalle prime cartelle mi sono resa conto che le storie di queste donne rappresentavano un patrimonio storico. Durante i primi anni di vita del OPP di S.Osvaldo la gran parte delle ricoverate presentavano diagnosi di frenosi pellagrosa e psicosi pellagrosa, o semplicemente pellagra.

La pellagra era la malattia dei contadini poveri, dei mezzadri e colpì in tutta l’Italia, ma soprattutto nel settentrione, si ammalarono e morirono migliaia di persone. La Provincia di Udine (una delle 8 provincie del Veneto di allora) era una delle più colpite.

I pellagrosi, poveri e perlopiù analfabeti, non hanno lasciato scritti, le loro cartelle sono scarne e di loro – uomini e donne – possiamo solo raccontare una storia collettiva di miseria e fame.

Col cambiamento delle condizioni socio-economiche, con le ondate di emigrazione e soprattutto con la prima guerra mondiale le condizioni cambiarono e con esse anche le diagnosi. Così ho cominciato a trovare all’interno di alcune cartelle degli scritti che le poche alienate alfabetizzate indirizzavano a qualcuno della famiglia o al direttore del manicomio ove chiedevano soprattutto di essere ascoltate, raccontavano le loro paure e nostalgie, chiedevano di essere liberate. Ma quelle lettere, talvolta già imbustate, erano rimaste dentro le cartelle, nessuno le aveva spedite. Ho immaginato l’attesa di una risposta che non poteva arrivare, il dolore per sentirsi sole ed inascoltate, ho sentito la rabbia e il senso di abbandono. La curiosità iniziale si è quindi trasformata in qualcosa di più profondo. Ho sentito il bisogno di raccontare quelle storie.

Ho trascritto le lettere ed i diari clinici che sono quindi assolutamente originali ma quelli non erano documenti storici qualsiasi infatti trasudavano emozioni, sofferenza, vita.

Ho trascritto fedelmente anche le parole delle istituzioni (manicomiali ma non solo) che con freddo linguaggio burocratico stabilivano e sentenziavano.

Ho ascoltato ma non ho potuto esimermi dalla responsabilità di raccontare perché solo raccontando le esperienze acquistano spessore, diventano tramandabili e durature ed arginano il pericolo dell’oblio, sempre in agguato.

A volte ho immaginato per capire meglio quello che era accaduto a quelle donne. Ma l’immaginazione in questo caso è diventata componente etica e politica perché mi ha dato consapevolezza e conoscenza e solo attraverso questo possiamo sovvertire una quotidianità che accetta la sofferenza come inevitabile.”

Tiziana Novello

Interpreti: Alessandro Brunello Zanitti, Laura Cosco e Tullia De Cecco

GIOVEDI 24 OTTOBRE ALLE 20:45 a Cjase di Catine a Villalta di Fagagna

A fine serata ci saluteremo con una fetta di dolce per tutti.

 

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